Musiche
La Furlana della Contea di Gorizia dei Danzerini di Lucinico.
La #Furlana# che viene oggi suonata dal Gruppo Folkloristico Danzerini di Lucinico ripropone la musicalità di un brano che veniva eseguito e danzato alla fine del Settecento nella Contea di Gorizia. Si ipotizza che il suo ritmo ternario in 3/4, simile a quello del valzer, possa esser nato in ambito goriziano tra il XIV e il XVI secolo in occasione dei festeggiamenti castellani. Non sono pervenute testimonianze documentali - qualora siano mai state raccolte - delle musiche e delle danze tradizionali di quell’epoca; tuttavia, grazie alla fortuna che la #Furlana# riscosse nel Seicento a Venezia e poi a Parigi, la musicalità e i passi di questa danza sono stati conservati. Indubbiamente, la #Furlana# di sala seicentesca aveva ormai perso le peculiarità delle manifestazioni popolane, sicuramente più improvvisate.
Gli spartiti che i musicisti utilizzano oggi sono stati armonizzati da Licio Venizio Bregant e si basano su composizioni musicali recuperate presumibilmente dal Maestro Miani di Udine. Licio suona la fisarmonica nell’orchestra del gruppo da oltre ottant'anni ed è grazie ad un suo lavoro di recupero e trascrizione delle musiche originariamente suonate dal gruppo folcloristico che è stato possibile fissare la memoria di un patrimonio musicale che rischiava di scomparire. Partendo da alcuni fogli “disastrati”, scritti in velocità su un quaderno scolastico, Licio ha ricostruito segno dopo segno la partitura. Questo lavoro è confluito nella pubblicazione “Danze, musiche e canti del Friuli. Repertorio storico dei Danzerini di Lucinico” (2010).
Descrizione
Il brano è eseguito da due fisarmoniche, una a piano e l'altra a bottoni, da un contrabbasso, un violino e un clarinetto. È una musica ternaria (a tre tempi) e si sviluppa attraverso quattro motivi distinti, con cambi di tonalità che conferiscono maggiore espressione musicale. Questi cambi di tonalità scandiscono anche la coreografia del ballo, la quale è composta da diverse figurazioni. I ballerini (sette coppie) danzano sempre in coppia, eseguendo rotazioni parziali o complete e scambiandosi di posto. Quando i danzerini non si tengono per mano, gli uomini poggiano le mani sui fianchi, mentre le donne sollevano leggermente la gonna. Il brano termina con un canto, intonato dai ballerini mentre eseguono i passi dell'ultima figurazione: "'O balis tu Pieri? Sì, sì che jò bali. L'è un piez che ti cjali, ninin tu ses miò. Ze ustu, ninine di miôr di cussì. Ti cjapi e ti bussi e ti meti a durmì".
Note di ricerca
Dal confronto con il Gruppo Folkloristico Danzerini di Lucinico è emerso che la musica è un elemento fondamentale, se non centrale, della loro attività. Senza la musica non ci sarebbero le danze e, allo stesso tempo, una musica senza coreutica avrebbe un significato completamente differente, soprattutto per quanto riguarda l’esperienza dell’ascolto. La danze e la musica sono, dunque, inseparabili quando si tratta di preservare un patrimonio complesso e multiforme, come quello delle tradizioni popolari. Per questo motivo, durante le esibizioni, i musicisti del gruppo si dispongono sempre di fianco alle coppie di danzerini, sono parte integrante dell’esibizione: il loro compito non è solo eseguire i brani, ma osservare e seguire i movimenti dei ballerini e, se necessario, adattare il ritmo. In alcune occasioni, il gruppo deve adattare questa sua formazione, per rispondere alle esigenze dettate dal palcoscenico.