Danze
La danza Bal dal Zoti del Gruppo Folcloristico Danzerini Maniaghesi
Il #Bal dal Zoti# è una danza tradizionale che veniva ballata fino agli inizi del secolo scorso nella località di Barcis. Era eseguita dalle carbonaie al loro ritorno dal Piancavallo dove si recavano a prendere il carbone per trasportarlo poi a valle. Questa danza viene eseguita sulle note di un brano che fa parte di una suite che comprende, oltre al #Bal dal Zoti#, anche il #Bal dal Trallalà#. È caratterizzato da un passo zoppicato, che serviva per defaticare il corpo dallo sforzo del lavoro. Il #Bal dal Zoti# è entrato a far parte del repertorio del gruppo nei primi anni Duemila, quando viene ricostituito il Gruppo Folcloristico di Danzerini Maniaghesi con l’obiettivo di recuperare antiche coreografie provenienti dai paesi delle vicine Val Cellina, Val Colvera, Val Meduna e Val Tramontina. Il #Bal di Barcis# è uno dei primi balli che il gruppo folcloristico ha danzato e il suo apprendimento ha richiesto molto tempo, data la complessità delle figure. Questa danza è stata osservata per la prima volta a Barcis da Luciano Vialmin, allora presidente del gruppo e già danzerino del gruppo “Federico Angelica” di Aviano, nonché studioso di usi e costumi locali. Il gruppo ha iniziato dunque a documentarsi e informarsi, recuperando anche una cassetta VHS all’interno della quale si trova una testimonianza diretta di questa danza, ballata da alcune donne di Barcis.
La prima parte della danza è quella più fedele al ballo originale; la seconda parte è probabilmente stata coreografata successivamente, così da poter adattare il ballo all’intera durata del brano. Secondo quanto riportato dall’informatrice, le figure della seconda parte appaiono troppo elaborate per una danza di origine popolare. I passi rimangono però coerenti.
Descrizione
La danza è articolata in due parti, caratterizzate da due melodie differenti. La prima parte è costituita da quattro figure - intese come sequenze di movimenti codificati - che vengono ripetute per tre volte. La danza inizia quando i ballerini si dispongono in cerchio: i ballerini si tengono per mano e si muovono sulla circonferenza, prima verso sinistra e poi verso destra, per due volte. Successivamente il cerchio si divide e i ballerini danzano in coppia con il proprio partner: tenendosi per mano e guardandosi negli occhi si muovono prima verso l’esterno del cerchio e in seguito verso l’interno, per due volte. Successivamente, i ballerini cambiano partner: gli uomini si voltano verso la donna alla propria sinistra, e le donne verso l’uomo alla propria destra. Viene dunque esibita la sequenza di passi della figura precedente. Infine, la nuova coppia esegue dei giri saltando sul posto. La sequenza delle quattro figure viene ripetuta per tre volte: nell’ultima ripetizione non viene danzata la quarta figura, perché i ballerini ritornano in cerchio. La musica rallenta per aiutare il passaggio da una melodia all’altra. La seconda parte si balla sempre in coppia con il proprio partner e prevede meno momenti di contatto tra i due ballerini. La coreografia è più complessa, ma i passi sono sempre uguali: l’andare e il tornare, il battere le mani e il girare su se stessi. Cambiano le posizioni dei ballerini e la direzione del loro movimento. Per le prime quattro figure l’uomo danza di fronte alla donna: il loro spostamento verso il centro e l’esterno del cerchio è alternato, ovvero quando l’uomo va verso il centro la donna si sposta verso l’esterno. Nella terza figura, quando la donna va verso il centro, l’uomo si sposta alla sua sinistra e al termine si scambiano di posto. Nella quarta figura, quando l’uomo si sposta verso il centro, la donna si muove verso destra, poi si scambiano di posto. Nelle quattro figure successive l’uomo balla di fronte alla donna e la coppia si muove insieme prima verso l’interno del cerchio e successivamente verso l’esterno (per due volte). Al termine dell’ultima figura, la coppia cambia orientamento: la donna si dispone con le spalle rivolte verso il centro del cerchio e l’uomo con le spalle rivolte verso l’esterno. La coppia si muove prima in senso orario, poi in senso antiorario, scambiandosi di posto alla fine di ogni figura. Le due figure successive ripetono i movimenti di quelle precedenti, senza lo scambio di posto alla fine e nell’ultima figura, invece di girare su se stesse, le coppie di ballerini si prendono la mano destra e fanno l’inchino.
Note di ricerca
Il Gruppo Folcloristico Danzerini Maniaghesi nasce nei primi anni Duemila, proseguendo un’attività di ricerca e riproposizione delle tradizioni popolari avviata dal precedente Gruppo Folcloristico Danzerini di Maniago, attivo dal 1954 al 1959. La scelta del nuovo gruppo di adottare l’aggettivo “maniaghesi” riflette non solo la volontà di recuperare coreografie provenienti dalle vicine valli, ma rispecchia anche la composizione del gruppo stesso, il quale accoglie ballerini provenienti da tutte le zone limitrofe alla città di Maniago. Anche gli abiti indossati dai ballerini rappresentano questa molteplicità, dal momento che ogni coppia indossa un abito diverso. La spinta che porta i ballerini a partecipare all’attività del gruppo mescola intenzioni di natura diversa: il piacere del ballo, l’interesse nella ricerca e conservazione dei repertori, la necessità di passare del tempo insieme e di fare movimento, la passione per i balli tradizionali.
Oggi il repertorio del gruppo comprende 20 balli (in passato erano 13), alcuni dei quali erano già parte del repertorio del gruppo precedente. Gli altri sono stati aggiunti successivamente, grazie anche ad un’importante azione di ricerca, documentaria e su campo (andando a chiedere direttamente a coloro che potevano ancora averne memoria), portata avanti dai diversi presidenti del gruppo, tra cui Luciano Vialmin e Renato Perin. Alcuni dei balli oggi eseguiti sono stati coreografati appositamente dal gruppo, partendo da alcune musiche originali. La musica è, infatti, di fondamentale importanza, essendo l’elemento da cui spesso partono per ricreare le danze: emerge così non solo la loro attenzione nel riproporre fedelmente i passi e i movimenti della tradizione, ma anche la loro predisposizione a rielaborare e adattare la coreografia, basandosi sui toni della musica (se allegra o triste) e le parole dei canti (quando sono previsti). C’è, dunque, uno spazio di autonomia e sviluppo del repertorio. Una delle motivazioni che ha spinto il gruppo a proporre degli adattamenti coreografici è stata la scarsità di partecipanti di sesso maschile: in alcune danze è possibile formare coppie anche tra donne, mentre in altre ciò non è possibile. Per questo motivo, sono state ideate delle scenette, nelle quali gli uomini devono scegliere con quale partner danzare, provocando una reazione di indignazione nelle donne escluse. Al fine di tenere traccia e memoria delle loro coreografie, è stata elaborata una scrittura della coreutica, sia attraverso schemi grafici che verbali.
Alcune delle danze hanno influenze di derivazione istriana, dal momento che la città di Maniago ha accolto in passato molte famiglie di esuli. Questi balli, ovvero #La Istriana#, i #Tre passi# e la villotta friulana, sono stati insegnati da Dario Marussig.