Il gruppo nasce con la ratifica dello statuto nel 1967, dopo che già dal 1958 la Maestra Emma Pauluzzo, fondatrice della Associazione, aveva già costituito e plasmato le basi dell’attività nel campo della danza folcloristica. Lo spirito che negli anni ha animato il gruppo è caratterizzato dalla voglia di rallegrare gli altri attraverso l’esecuzione dei balli dei nostri avi. E’ infatti una felicità immensa scoprire che ciò che spinge molte persone ad assistere ad un nostro spettacolo non è solo l’interesse per i balli dell’800, ma soprattutto la forza e la vitalità di tutto il gruppo che nasce dalla certezza di poter regalare un po’ di allegria e spensieratezza nell’ora della esibizione, ripetuta tante volte, di fronte a pubblici diversi.
E’ proprio quello spirito che ha spinto la maestra Emma Pauluzzo a dare inizio al nostro sodalizio: con la grande voglia di guidare i giovani a crescere, ci ha lasciato questo dono preziosissimo. Da tutto ciò nasce lo stimolo a proseguire l’attività, sorretta da una azione di recupero di ciò che è stato.
Le esibizioni in oltre 53 anni di attività non si contano: dai primi anni di attività segnati da numerosi spettacoli in Regione, seguite poi dalle prime uscite un po’ oltre l’area regionale, a Vittorio Veneto, Oderzo, Bassano del Grappa, Firenze, Canazei, Sicilia, e poi l’estero l’Austria, Germania, Francia, Svizzera, Venezuela, Portogallo, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Danimarca, Spagna, Slovenia, Lettonia, Lituania, Cipro, Serbia. Non meno importanti sono state le esibizioni nella nostra regione a sagre paesane, a feste, ad inaugurazioni, a serate di beneficenza e solidarietà a cui teniamo molto, alle esibizioni per le case di riposo, a quelle del Telethon o di altre organizzazioni benefiche.
Il gruppo organizza annualmente il Festival Internazionale del Folklore denominato ‘Butinle in Stajare – Incontro della cultura popolare europea’ che nel 2025 ha raggiunto la sua 30° edizione. Nella sua storia, il Festival ha ospitato 114 gruppi da 26 nazioni, con la presenza di quasi 3500 persone, sempre ospitate con grande sforzo ma con estrema soddisfazione dalla nostra comunità bujese. E’ sempre bello ricordare i tanti amici, venuti a trovarci a Buja, dai tanti stati europei. Non possiamo dimenticare che ognuno di loro, ci ha portato la sua amicizia, ci ha presentato la cultura tradizionale locale, la musica, la danza, le sue esperienze che ha condiviso con tutti noi.
Un'esperienza che molti giovani dovrebbero provare, perché al di là dell’occasione prettamente legata alle tradizioni folkloristiche locali, vivere insieme a persone di provenienza diversa, di cultura e lingua diverse, spesso di religioni opposte, di tradizioni espressione della storia che ogni paese, ogni regione ed ogni nazione può scrivere e tramandare, può solo arricchirci e proiettare il nostro futuro verso un mondo dove l’amicizia, il rispetto, la condivisione delle propie esperienze devono rappresentare un obiettivo assoluto.
Nel passato molti studiosi del folclore, ricercatori antropologi, si sono spesso concentrati nell’analisi del folkore inteso come riflesso di una cultura, e ne hanno evidenziato l’importanza, per una sorta di opera di salvataggio di culture in via di estinzione e non di culture vive e attive: la nostra visione è invece una visione che si apre al mondo, che considera certamente il folklore come riflesso di una cultura, ma lo vuole utilizzare come strumento di conoscenza e di dialogo fra i popoli.
Ed è proprio in questo senso che le innumerevoli esperienze che i Balarins di Buje hanno potuto vivere in tanti paesi europei e non, conoscendo le tradizioni altrui e presentando le proprie, rappresentano un bagaglio formidabile per ognuno di loro. Il festival è affiliato da una decina d’anni al CIOFF Cosiglio Internazionale delle Organizazzioni dei Festival Folkloristici e delle Arti Tradizionali.
Le danze:
Saltarine
Composizione animata ed allegra di autore ignoto. Veniva eseguita dai più giovani sul sagrato della chiesa all’uscita degli sposi in segno di felicità per le nozze avvenute. Per l’allegra e la vivacità che la pervadono, è stata scelta come danza di apertura dei Balarins di Buje .
Ricuars
La melodia di questo brano ci viene dalla Carnia, dalle sue Alpi aspre e meravigliose. E’ una composizione moderna che interpreta musicalmente un nostalgico ritorno ad un passato denso di fatiche quotidiane, a anche ricco di fede e umanità.
Amor Seren
E’ una composizione moderna, che di avvicinare la danza al canto epico. La coreografia più classica e raffinata, è stata studiata nel pieno rispetto delle caratteristiche movenze del ballo popolare.
Alegrie
Tratto dall’opera del maestro Luciano Turato, ‘Alegrie ’ : è una danza che testimonia la avvenuta ricostruzione, dopo il tragico terremoto del 1976. Con note e fraseggi che testimoniano la felicità e la spensieratezza che ha portato via la tristezza dei danni causati dal sisma del 1976, la ricostruzione morale e culturale del Friuli si può dire compiuta. Con questa danza i Balarins di Buje si congedano da voi e vi ringraziano.
Armoniche e Liron
E’ una composizione moderna, allegra e vivace, dedicata ai due principali strumenti del folklore friulano :la fisarmonica e il contrabbasso. Inizia come ballo di coppia per trasformasi poi in una danza di gruppo. La musica è del maestro Otello Zuccolo.
Ce biele Frute
E’ una mazurka di carattere polacco con qualche punta di musicalità ungherese. Nell’eseguirla i danzerini esprimono la gioia di stare insieme.
Io soi stade a confessami
E’ una trasposizione in danza di una nota villotta friulana; racconta la storia di una ragazza, che, in cerca di marito, si rivolge al proprio confessore per un consiglio.
La Furlana
Le movenze e la musica di questo ballo popolare sono state lasciate in una sorta di eredità dal Maestro Luigi Garzoni che a sua volta si era rifatto alle ricerche del maestro Bidas, “Vissuto a Cividale del Friuli alla fine del 1700”; così recita uno spartito originale datato 1914, in possesso del Gruppo di Pasian di Prato, che certifica in modo inconfutabile l’ autenticità di questa FURLANA. E’ una delle danze comuni della’Associazione fra i gruppi folkloristici della regione Friuli Venezia Giulia.
Ziguzaine
E’ una danza figurata che si ballava spontaneamente nei cortili dei castelli durante le vendemmie. Luigi Garzoni l’ha interpretata con lo spirito schietto della nostra gente.
Girotondo Popolare
Questa danza fa parte anch’essa della produzione di Luciano Turato e si rifà ai ritmi della tarantella. Danza allegra composta per celebrare l’avvenuta ricostruzione morale del Friuli dopo la distruzione del terremoto del 1976.
Tintine Tintone
E’ una rapsodia di motivi popolari ricavati da villotte come ‘Tintine Tintone’ : l’allegria di un Friuli ricco di illusioni e di poetiche espressioni di vita sociale pervade la danza che Carlo Conti ha rielaborato.
Furlanie Legre
E’ una armonizzazione di villotte tra le più caratteristiche della tradizione friulana messa assieme dal maestro Carlo Conti. E’ uno dei brani musicali più caratteristici del repertorio del gruppo bujese
Vinca
Lo spirito di questa danza sta nella interpretazione mimica della sua esecuzione. E’ una disputa amorosa che proviene dalle vallate alpine del Friuli Orientale.
Furlane dal ‘800
I movimenti di questa danza sono tutta grazia e cortesia. La musica di autore ignoto, e stata ritrovata negli archivi del Conservatorio di Venezia.
Stajare di Zardini
Le battute ed i passi di questa stajare sono di grande semplicità e rispondono al naturale trasporto dei giovani alla danza. Arturo Zardini ha trasfuso in queste note il profondo sentimento di nostalgia di coloro che vivono lontani dalla loro terra di origine.
Cence Pinsirs
Dal repertorio di Moroccutti Matiz è un polka di chiara derivazione germanica
Stajera
Coordinata nelle sue espressioni coreutiche dai tre Gruppi della provincia di Gorizia, questa danza trova certamente le sue origini nella vicina Austria e precisamente nella Stiria dove gli emigranti friulani, nei secoli scorsi, si recavano a lavorare, ovvero:” pes Gjarmanîs a fâ modon” nelle fornaci.
La Lavandera
Dal repertorio del gruppo Federico Angelica di Aviano. In questa danza si può osservare, naturalmente attraverso gli atteggiamenti dei danzerini, il corteggiamento da parte dei ragazzi verso le fanciulle che stanno lavando i panni al fiume.
La Sclave de Tôr
I depositari di questa danza sono i Balarins de Riviere di Magnano in Riviera. Dai movimenti semplici ed essenziali rispecchia le danze e le musiche delle alte valli del Cornappo e del Torre.
Mazurka popolare e Saltarello