Progetti speciali

Paesaggi brillanti, profumi dimenticati / Bright landscapes, forgotten

L’azione verte a trovare una liaison tra il mondo e le peculiarità che caratterizzano il folclore di questa regione e le tecniche di danza, creazioni scultoree, installazioni e mezzi di diffusione tipici del mondo contemporaneo.

IL VIDEO
Il processo creativo è partito dalla condivisione delle informazioni: ogni gruppo ha definito la danza che potesse rappresentare maggiormente la propria unicità e identificato i luoghi più caratteristici e significativi delle proprie zone. Di comune accordo si è stabilito che ciò che si voleva mantenere nella sua originalità era la musica mentre la libertà interpretativa degli artisti ha spaziato sui movimenti e sui costumi.

Delle movenze originali in questa nuova versione rimangono le suggestioni che hanno ispirato i danzatori nella loro interpretazione contemporanea: ecco che i volteggi e il dinamismo, uniti alla sinuosità e la delicatezza del movimento delle mani nella Torototele di Lucinico fanno da contrappunto alla ritmicità arcaica della Poti me dö po Lipjë di Resia, mentre la velocità, il brio, la destrezza del movimento dei piedi nel Bal dal Siblot di Aviano si contrappongono alla morbidezza e alla grazia della Roseane di Capriva.

Le classiche figurazioni tipiche del ballo di coppia e di corteggiamento, che prevedono un contatto, emergono a tratti nella Torototele e nella Roseane mentre nelle altre due danze gli artisti si muovono singolarmente enfatizzando la ricerca verso una fluidità nei movimenti che ben si inseriscono negli elementi del paesaggio scelti oculatamente come scenografia; le montagne, le rocce, l’acqua, le colline con i vigneti, la terra rossa, forme e colori naturali che rappresentano un tutt’uno con il movimento ma anche con i costumi utilizzati.

Ogni danza è stata rivisitata non solo dal punto di vista dei movimenti ma anche dei costumi. L’idea di base era quella di servirsi in tutti i racconti di una “canvas” dai tagli semplici, basici, dai colori tipici degli abiti che indossano i componenti dei gruppi folcloristici e che ricordano le tonalità degli elementi naturali. La componente che invece contraddistingue ogni “realtà” è rappresentata da una maschera e/o da un accessorio che prende spunto dal costume tradizionale ma che è stato volutamente reinterpretato in modo originale e creativo e che i danzatori indossano in modo interscambiabile superando così le diversità di genere.

I CUBI
La sperimentazione cinematografica viene poi traslata verso la creazione di 4 strutture architetto-scultoree la cui funzione è quella d’immergere lo spettatore in ogni realtà creata. Ogni cubo è specifico per ogni realtà narrata, esterni caratterizzati da colori sgargianti in contrasto con interni la cui funzione da un lato, è di raccontare la storia dei sodalizi, mettendo in luce cenni storici, immagini di repertorio e dall’altro è di raccogliere e esporre tutti gli elementi che sono stati rielaborati. Concetti fondamentali nella creazione della struttura sono: adattabilità e riutilizzo. Era importante per noi che queste strutture fossero concepite come installazione artistica che possa essere utilizzata per eventi e occasioni in tutta la regione sia dai singoli gruppi sia dall’UGF.

Come si evince dagli spaccati, la struttura è composta da vari strati. Una struttura esterna che funge da involucro, caratterizzata dai colori sgargianti (figura A) in collegamento con la palette utilizzata nei video. La struttura intermedia su cui vengono predisposti i vari mezzi di diffusione (figura B) e infine un telaio interno (figura C). Esso funge da base su cui poi vengono lavorati i vari materiali che sono stati usati per la creazione degli accessori utilizzati nei video. Ogni cubo verrà poi munito di diffusore musicale che permette la riproduzione musicale (figura D).

CREDITI
Idea: Davide Degano In collaborazione con: Tiana Lara Hogan, Thomas Kraft & Ricardo Campos Freire
Ideazione accessori: Thomas Kraft Realizzazione accessori: Thomas Kraft, Antonella Casco & Lorena D’Agostini
Riprese e montaggio: Stefano Giacomuzzi
Riprese aeree: Fabio Pappalettera
Regia: Stefano Giacomuzzi & Davide Degano
Progettazione: Luigina Gressani