Il Gruppo Folcloristico “Stelutis di Udin“ nacque grazie all’amore e al sogno della fondatrice Maria Montagnoli, la quale amava profondamente il Friuli, il folclore e i bambini . Il 14 febbraio 1977, in occasione dalla festa di S. Valentino in Borgo Pracchiuso a Udine, il sogno di Maria iniziò a prendere vita con la partecipazione di alcune bambine, in costume tradizionale, alla sfilata della manifestazione. In seguito, con l’aiuto del marito Guerrino e della figlia Daniela, Maria fondò un gruppo di bambini che, negli anni, crebbe fino a diventare l’attuale gruppo di adulti: alcuni di loro sono proprio quei bimbi di allora, cresciuti a “pane e folclore”.
Fin dalla sua fondazione, il Gruppo si impegna a tutelare e promuovere le danze, le musiche e i canti della tradizione friulana, attraverso la partecipazione a eventi, festival e workshop in Italia e nel mondo. Tra le esperienze più significative ricordiamo i festival internazionali del folclore a Palma di Maiorca, Romania, Repubblica Ceca, Francia, Spagna, Croazia, Slovenia e Finlandia. Il Gruppo ha avuto inoltre l’onore di esibirsi più volte per Papa Giovanni Paolo II,
Papa Benedetto XVI e per il Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Come valore aggiunto, è attivo anche nella realizzazione di progetti di danza friulana presso le scuole del territorio.
Il repertorio comprende diversi brani musicali e 13 danze risalenti al periodo compreso tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento.
Il costume indossato è l’abito della festa , ispirato a diverse zone del Friuli , in particolare a Sauris. alla Val Resia, a Poffabro,e Cividale del Friuli, poiché nella città di Udine non esisteva un vero e proprio abito tradizionale. Oggi le “Stelutis di Udin” sono composte da 28 persone tra danzatori e suonatori ,dai 22 anni agli oltre 80. La ricchezza di età, esperienze e caratteristiche personali rende il Gruppo un mosaico vivo e autentico, in cui le differenze si trasformano in forza e armonia. Il Gruppo è come una famiglia: un luogo, di unione amicizia e sostegno reciproco, che ci aiuta a vivere meglio attraverso la gioia condivisa della tradizione.
A noi “Stelutis” piace collaborare divertendoci e con il piacere di stare insieme, portando avanti i vari progetti dell’associazione.
Le danze
Torototele
“Torototei, torototei”. Con questo grido si annunciavano i musicisti, cantastorie e girovaghi, i primi “giornalisti” che nei tempi si fermavano nelle piazze dei paesi dell'Italia settentrionale, durante i mercati e le fiere, per raccontare gli avvenimenti più importanti, le storie e i pettegolezzi acquisiti durante il loro girovagare; tutto ciò cantando accompagnati da un rudimentale strumento chiamato ”torototèla”, strumento composto da una zucca vinaria,con
una corda che pizzicata emetteva un suono. Il nome di questa danza ha origini molto antiche. Il ballo infatti si apre con l'arrivo di questi personaggi in una piazza dove si sta svolgendo il mercato. Da quel momento la musica, il ballo e l'euforia prendono il sopravvento.
Il Bal dal Pignarûl (la furlana di Mion)
Un ballo antico che trae le sue origini dalla tradizione celtica del Friuli, come tutte le regioni, anche la nostra ha la sua mitologia, delle usanze e dei riti antichi. Nati dalla tradizione celtica, questi falò venivano accesi, bruciando sterpaglie ammassate attorno ad un palo centrale al quale, in alcuni paesi, veniva issato un fantoccio di sembianze umane femminile ispirate alla befana. Attorno a questo fuoco si trovavano vecchi e giovani, i primi per chiacchierare e
divinare attraverso il fumo, i secondi....per incontrarsi e conoscersi. La tradizione del “pignarûl”, prevede quindi l'accensione dei fuochi per mandare via le maledizioni. Il Cristianesimo ha conservato questa tradizione che è arrivata fino a oggi, quindi in tutto il Friuli il 6 gennaio vengono accesi i “pignarûi” e se la direzione delle scintille sarà verso est ci sarà la buona sorte nei mesi a venire, se si dirigono verso ovest sarà tempo per andare in cerca di fortuna.
Quadriglia friulana
Questo è un ballo ben conosciuto che prende origine dalle contraddanze anglosassoni, i tipici balli di campagna inglese. In Friuli, esso viene rielaborato e diventa una danza che era uso ballare al termine della celebrazione di un matrimonio, come augurio ai novelli sposi per una vita felice.
Matrimoni, feste del Patrono, feste di ringraziamento per il raccolto, erano per i giovani i rari momenti in cui era possibile ballare e grazie alle danze conoscersi, scherzare e divertirsi.
La Pine
La Pine è una danza di corteggiamento. Sul ritmo della mazurca vediamo scorrere le figure eseguite in coppia durante le quali il giovane cercava di rapire il cuore della fanciulla. Da ricordare che questo ballo fu una delle prime danze inserite nel repertorio dal nostro Gruppo, il quale negli anni settanta era formato da bambini, e la Pine, per la facilità delle figure, era uno tra i primi ad essere insegnato ai nuovi bimbi entrati a far parte della grande famiglia delle “Stelutis di Udin”.
La Furlana
E’ la danza che accomuna tutti i friulani nel mondo e che nel suo nome riporta quello della nostra regione. Particolarità di questa danza è data dal fatto che è uno dei pochi balli della nostra regione di cui si trova traccia scritta. Era un ballo talmente affascinante che divenne nel 17° e nel 18° secolo uno dei balli più amati dai veneziani che spesso la riproponevano durante le loro feste nei saloni degli splendidi palazzi della città lagunare. Quella che stiamo per proporvi è una versione degli inizi del Novecento, ricavata da una precedente danza antica risalente circa dal Settecento. E’ un ballo a coppie, un ballo di corteggiamento e noi in questa giornata vogliamo dedicarlo a tutti coloro che sono innamorati.
Stiche
Questo è un ballo di origine austriaca e più precisamente della zona della “Stiria”, viene portato nel nostro paese dalle popolazioni tedesche, quando il Friuli faceva parte dell’Impero Austroungarico. Non molti gruppi lo propongono nel loro repertorio, ma le “Stelutis di Udin” sono fiere di presentarlo, essendo un’”eredità” tramandataci da un gruppo storico Friulano “I cantori del Friuli” che cantavano proponendo anche alcune danze sotto la direzione del maestro Garzoni. E’ stata proprio una sua allieva infatti, la signora Renata Purinan, a insegnarcelo molti anni fa quando il nostro era un gruppo costituito per lo più da bambini e ragazzi. La data del debutto di questa danza da parte del nostro Gruppo è l’anno 1986 a Milano su un palco in piazza Duomo in occasione della fiera dell’artigianato friulano. Particolarità di questo ballo è che spesso veniva danzato usando come palco i pianali di due grossi carri per il fieno. L’abilità dei ballerini stava proprio nel proporlo, stando attenti a non scivolare o cadere da questo palco improvvisato e saltando il più vigorosamente possibile.
Ziguzaine
Questo ballo ripropone un tipico spaccato della vita quotidiana d’altri tempi. Nella nostra danza si possono vedere due innamorati che si corteggiano e che cercano un momento di intimità per darsi un bacino al riparo dagli occhi attenti della mamma di lei. Questo però non è facile, ma con la complicità degli amici il giovane riesce a corteggiare la fanciulla riuscendo a rubarle un bacino e la promessa di rincontrarsi presto. Ma “a le Madone” non gliela si fa: Nell’ombra infatti la suocera tiene loro d’occhio e sul più bello.....sorpresa eccola comparire scatenando il finimondo. I più attenti potranno riconoscere la melodia di una delle più belle villotte friulane.
Resianca
Tra le bellezze tipiche del Friuli vi è la Val di Resia, una valle particolare, posta a nord-est del Friuli. Particolare perché oltre alla bellezza dei luoghi vanta tradizioni, usi, costumi ed una lingua propria, ancora vivi e molto sentiti dai propri abitanti. E’ uso comune infatti ballare sin da piccoli queste danze, accompagnate dalla musica della “Zitira” un violino a cui vengono spesso apportate piccole modifiche (tipo la riduzione del ponticello o la sovratensione delle corde) e della “Buncula” una sorta di violoncello con solo tre corde. I balli resiani sono sempre accompagnati anche dal battito dei piedi e anche noi avremo il nostro bel da fare per tenere il ritmo di queste splendide e coinvolgenti musiche.
La Stajare
La Stajare è un ballo caratteristico della nostra regione, e proveniente dalla vicina Austria, precisamente dalla regione della Stiria. Veniva danzato in occasione dei matrimoni ed è una danza dove file, cerchi e figure varie si intrecciano in modo tale da renderlo particolarmente armonioso e piacevole. Sia nel guardarlo che nell’eseguirlo. Ed ora vi lasciamo al ballo con il famoso detto in friulano “Butinle in Stajare”.
Catine
Questa danza rappresenta la tipica scena familiare degli anni fine 1800 inizi 1900, dove Catine, la moglie, lavora nei campi, munge le mucche, pulisce la stalla, accudisce gli animali e deve anche pulire casa e cucinare. Dall’altra parte vediamo il marito che sì lavora nei campi e va a portare il latte nelle famiglie, ma prima di rientrare a casa, si ferma in osteria a fare quattro chiacchiere con gli amici e, naturalmente a bere “vin di chel bon”. Poi tutto allegro torna a casa, ma dovrà fare i conti con la moglie arrabbiata, e qui ne vedremo delle belle...... alla fine fanno la pace e l’armonia torna a regnare perché ricordiamoci che l’amore trionfa sempre. In questa danza potrete accompagnarci cantando “ E la ligrie”.
La stajare (Bal des Dalminis )
L’ultima danza inserita nel repertorio del Gruppo vede danzare le ballerine con ai piedi le dalmine, che sono degli zoccoli in legno con i bordi rialzati e la tomaia in cuoio grosso i quali servivano ad i solare i piedi dall’umido quando si andava a lavorare nei campi. In questa danza vedremo nuovamente come protagonista il tema ricorrente del corteggiamento e vedremo i nostri ballerini cercare di accaparrarsi la simpatia di una delle ballerine per poter fare un giro di valzer insieme. La danza finisce con un significativo canto di una famosa villotta friulana che dice “Vive vive la ligrie Vive il vin la compagnie! Lassìn sta ogni dolôr: vive il vin e vive l’amôr!”
Bal dal Truc o Vinca
Truc in friulano, oltre che rappresentare il nome di un noto gioco che si svolge nella zona del cividalese, significa anche trucchetto o scherzetto. Questo ballo infatti rappresenta una scenetta scherzosa che si svolge tra due innamorati, ed è il primo ballo che facciamo imparare ai nuovi ballerini, vista la sua semplicità e simpatia. E’ una semplice danza di montagna, arriva dalla vicina Austria e fa parte delle danze così dette “klapptanzen”che sono quelle che prevedono l'accompagnamento della musica con il battito delle mani. Partiamo con il “Bal dal Truc” e vedrete le coppie di danzerini farsi i dispetti, per rallegrare un poco la vita, ma come finale vedrete che faranno la pace scambiandosi una carezza e l’armonia torna sempre a regnare.
Tirolese
Danza creata su un motivo popolare in omaggio alla vicina Austria.
I costumi
I costumi del Gruppo Folcloristico “Stelutis di Udin”aps sono stati realizzati dopo un’ accurata ricerca, attraverso il museo delle tradizioni popolari di Udine, libri e informazioni fornite da anziani riguardo i modi di vestire tipici della tradizione popolare friulana. Gli abiti ricavati si rifanno agli usi di più zone territoriali della regione, questo sia per rendere il nostro costume unico, sia per rappresentare, a livello simbolico, più aspetti della regione stessa.
Costume maschile
Pantaloni : Costume maschile da Festa di Poffabro (Pn) seconda metà del XIX secolo La costruzione del modello fa fede all’abbigliamento popolare maschile della zona di Poffabro, della seconda metà del XIX secolo.
Fascia: Zona di Maniago del XIX secolo
I pantaloni sono tenuti stretti alla cintura da una fascia generalmente rossa o color vino, realizzata in velluto.
Camicia: Tradizionale camicia della zona di Cividale del Friuli del XIX secolo
La camicia bianca in cotone è stata realizzata con il collo a fascia, maniche lunghe e ampie con polsino di media grandezza, qualche piega sul petto.
Nella tradizione del cividalese, nel collo a fascia, invece del bottone con relativo occhiello qualcuno aveva due occhielli nei quali passava “un scus di panole”.
La nostra camicia fa fede a quest’ultima opzione, naturalmente per ovvi motivi, al posto del “scus di panole” utilizziamo un nastro sottile di raso rosso.
Gilet: Zona di Cividale del Friuli del XIX secolo Il gilet è monopetto con motivi floreali dai colori delicati, la schiena è in fodera rasata nelle tinte del verde e marrone.
Fazzoletto: Zona di Cividale del Friuli del XIX secolo
Attorno al collo è legato un fazzoletto quadrato con fantasie floreali su sfondo rosso, blu, marrone e verde. Piegato a triangolo, si porta sopra il gilet fermato sul davanti con un anello in metallo.
Costume femminile
Il vestito: Tipico di Sauris risalente al XIX secolo
Il Gruppo vanta due costumi femminili, uno per le danzerine e uno per le suonatrici. Le ballerine indossano l’abito di festa femminile, composto in un unico pezzo, da un corpetto di velluto nero millerighe e una gonna dai motivi floreali su sfondo blu e nero.
Il corpetto senza maniche, si allaccia sul davanti, dallo scollo anteriore e posteriore si intravede la camicia. La gonna larga fino alla caviglia è molto ampia, composta da sei teli tradizionalmente dritti, ma per valorizzare alcune danze, resi svasati; all’interno, gli ultimi 20 cm sono rinforzati da un tessuto a quadri necessari a proteggere l’orlo della gonna. Le orchestrali e le donne che non ballano, indossano un abito leggermente diverso. Il corpetto è di velluto nero millerighe separato dalla gonna (a righe su sfondo bordeaux) non molto ampia e lunga fino alla caviglia. Il bustino senza maniche, si allaccia sul davanti, dallo scollo anteriore e posteriore si intravede la camicia.
La camicia: Tradizionale camicia della zona di Cividale del Friuli del XIX secolo
La camicia della festa è la freschezza del costume, bianca, di cotone, con taglio dritto per le camicie estive e leggermente sfiancata per quelle invernali, scollo rotondo.
Grembliule: Zona di Cividale del Friuli del XIX secolo
Uno dei capi più classici del costume friulano è il grembiule, che nel tempo acquisì un’importanza sempre maggiore fino ad essere indossato sempre, tanto in campagna, che nelle occasioni di festa e durante le nozze. Il nostro grembiule è di cotone, in tinta unita dai svariati colori, confezionato con un unico
telo arricciato un po’ più corto della gonna.
Sottogonna e mutandoni: Tipici della Carnia risalente al XIX secolo
Sottogonna e mutandoni vengono considerati gli indumenti intimi. La sottogonna è in cotone bianco, ampia quanto la gonna. E’ arricciata in vita e rifinita da una cinturina dello stesso tessuto con delle asole che vanno ad attaccarsi ai bottoni cuciti sul vestito per sostenere il peso della stessa durante le danze. Il fondo è rifinito con pizzo in sangallo che esce di 1 cm dalla gonna.
I mutandoni sono semplici pantaloni a taglio dritto, non molto ampi, con elastico passato in vita, lunghi fino alla caviglia (non si intravedono da sotto il vestito) e ornati con lo stesso pizzo della sottogonna.
Fazzoletto: Tipico della Carnia risalente al XIX secolo
Un ampio fazzoletto avvolge le spalle, è in tinta unita dai svariati colori con motivi floreali e rifinito da frange. E’ sempre quadrato, piegato a triangolo.
Bibliografia:
- Modi di vestire d’essere. Abbigliamento popolare e costumi tradizionali del Friuli
società filologica friulana 2003
- Antichi costumi friulani Lea d’Orlandi – Gaetano Perusini società filologica friulana
editrice goriziana