Lis Primulis di Pagnacco, prendono il loro nome dalle primule, primo fiore di primavera che ricorda la giovinezza dei componenti della nostra associazione, ormai non più soltanto bambini come nel 1983 quando il gruppo ha mosso i primi passi, ma comunque di giovani ragazzi con un'età media attorno ai 20 anni.
Grinta, passione, ritmo e vitalità sono la nostra caratteristica. Il nostro spirito giovane e innovatore ci spinge a prendere spunto dal folclore, imparando i sani valori del vivere di un tempo, utilizzandoli poi nella vita di ogni giorno e nel cercare di tramandare le tradizioni popolari in chiave moderna, giovane e dinamica senza mai dimenticare la più grande maestra: la storia.
Tutto ciò si ripercuote nei nostri balli, dinamici e ritmati che accolgono però anche le note più rappresentative, storiche e dolci della nostra cultura: ad esempio fra le veloci note di Cividât, Catine e Stiche, la coreografica Preolane ed il dinamico Bal dai Cinc, ritroviamo anche la Furlana nelle sue varianti, la Stajare e la Quadriglia. Peculiarità del gruppo è quella di voler rappresentare il carattere unico della nostra “Piccola Patria”, terra di confine, che ha visto nella sua storia continue dominazioni e subito numerose influenze dai territori adiacenti. Il risultato di ciò è visibile nei costumi della Regione: ogni singola area geografica, per motivi non solo storici, ma anche ambientali, ha sviluppato caratteristiche differenti della cultura vestimentaria.
Lis Primulis, supportate dagli studi di Gina Morandini, hanno voluto proporre per ogni zona della nostra regione, i tratti tipici del vestire: Aviano, Poffabro, Tolmezzo, Cividale, Ciconicco, San Pietro al Natisone, Marano Lagunare sono solo alcuni dei paesi dei quali, attraverso l’attenta ricerca scientifica, è stato ricostruito il costume popolare, dando così al gruppo la possibilità di rappresentare l’intera regione in ogni sua colorata sfaccettatura. Negli ultimi anni, dopo una lunga ricerca, si è aggiunto anche Pagnacco, il nostro paese, alla lunga lista di paesi e località rappresentati dai costumi che il gruppo indossa.
Numerosi sono stati i riconoscimenti che abbiamo ricevuto per il nostro particolare modo di vivere il folclore e le tradizioni: ricordiamo ad esempio il secondo premio al festival della canzone friulana del 1986 con la coreografia de “La Preolane”, nel 1997 la conquista dell’ambizioso Moret D’Aur oppure le grandi soddisfazioni che la nostra rassegna delle minoranze etnico-linguistiche ci ha donato per ben 28 edizioni. Le grandi amicizie che abbiamo stretto negli anni in tutta Europa ci portano anche ad essere elemento fondamentale nel rapporto di gemellaggio fra il nostro comune e la cittadina di Celldömölk, in Ungheria.
I costumi
Il Friuli è ed è sempre stato terra di confine e crocevia di popoli dove ancor oggi le immaginarie linee politiche non sono di certo motivo di differenza culturale. Le migrazioni, il dominio della Serenissima, della Francia e dell’Austria-Ungheria, la vicinanza con la Slovenia, i porti di mare ed i valichi di montagna, le strette valli isolate, gli importanti mercati della regione, son tutte cose che hanno permesso negli anni alla gente friulana di sviluppare una particolare cultura legata al tessuto, al vestire, alla moda.
Numerosi paesi hanno sviluppato, infatti, una forma di moda locale con unicità nei tessuti e nelle forme differenziandosi dagli abiti dei luoghi limitrofi.
Il lavoro di ricerca di Gaetano Perusini e Lea D’Orlandi riguardo a questi temi ha dato vita nei primi anni ‘90 ai costumi che tutt’ora il gruppo indossa. L’aiuto della professoressa Gina Morandini e dell’associazione “Le Arti Tessili” è stato di fondamentale supporto a questo ambizioso progetto. Ricerche nei musei, analisi di dipinti ed immagini, letture di atti notarili e patti dotali hanno dato modo di replicare, sia nelle forme che nei tessuti, gli abiti di Aviano, Poffabro, Vito d’Asio, Tolmezzo, Villa Santina, Arta Terme, Ciconicco, Cividale, San Pietro al Natisone, Marano Lagunare.
Negli ultimi anni da ulteriori indagini e ricostruzioni storiche si sono aggiunti gli abiti di Pagnacco, Claut e Tramonti. Lo studio e il miglioramento dei nostri costumi sono sempre in evoluzione e le ricerche, sempre più approfondite, porteranno di certo ulteriori novità al patrimonio culturale del gruppo.