Gruppo Folcloristico Danzerini Udinesi

Blessano di Basiliano
Sede
Via Pantianicco, 2 - 33031 Blessano di Basiliano (UD)
+39 328 2522405
Referenti
Jessica Carver
Legale rappresentante
+39 389 7967847
https://www.danzeriniudinesi.it/
La storia

I “Danzerini Udinesi”, come li conosciamo noi adesso, nascono grazie all'incontro tra il m° Bruno Sebastianutto, fondatore e allora direttore del Coro Aquilèe di Basiliano e il comm. Armando Miani, al tempo noto personaggio del mondo dello spettacolo e del folclore, che desiderava dar vita ad un gruppo folcloristico anche nella zona di Udine.

Per venire incontro alle richieste del comm. Miani, il m° Sebastianutto lo invitò a partecipare alle prove del suo coro all'interno del quale avrebbe trovato molti giovani a cui esporre le proprie idee; fu così che una sera nella Canonica di Basiliano, luogo in cui il Coro Aquilèe si ritrovava per provare, si presentò un pittoresco personaggio che con fare plateale cominciò ad illustrare i suoi programmi. Riuscì ad attirare l'attenzione dei presenti e trovò immediatamente dei volontari tra i più giovani: subito iniziarono gli incontri per dar vita a quello che si sarebbe chiamato, e si chiama ancora oggi, “Gruppo Folcloristico Danzerini Udinesi” in omaggio alla città di Udine.

Il primo ostacolo fu rappresentato dal trovare un locale adatto in cui svolgere le prove: la ricerca non fu facile in quanto incontrava la diffidenza di molta gente timorosa per il disturbo che la musica e la confusione dei giovani avrebbero potuto arrecare. Per fortuna, un corista, Gino Panigutti, amante della danza e al tempo Presidente della latteria di Variano, offrì l'uso temporaneo della sala sovrastante la stessa latteria, situata in piazza. Poterono iniziare così le prove con le prime coppie, non molto numerose, di danzerini, guidate dal comm. Miani, un maestro severo e attento, ma sempre prodigo di battute, barzellette e storielle che contribuivano a rendere questi momenti, oltre che un impegno, anche un divertimento.

Nel frattempo, attirati dalla novità e dall'attività, si avvicinarono molti giovani da Variano, dalle altre frazioni del comune e persino da Udine anche se, al tempo, a ballare ci si recava in bicicletta in tutte le stagioni poiché erano pochi i fortunati ad essere motorizzati...
Dopo diversi mesi, quando il comm. Miani ritenne che i danzerini fossero quasi pronti per debuttare in uno spettacolo, si cominciò a parlare di costumi. L'argomento era molto sentito e atteso dai componenti anche perché ognuno avrebbe dovuto provvedere sia all'acquisto delle stoffe che al suo confezionamento.
Il comm. Miani, oltre a dare le indicazioni su come avrebbe dovuto essere il costume, accompagnava i danzerini a fare gli acquisti in un negozio a Udine che non esiste più da diversi anni, di proprietà di un suo amico, con il quale poteva trattare sul prezzo per venire loro incontro.
Alcune danzerine, le più brave, avevano riccamente abbellito il loro grembiule ed il gilet di velluto con ricami, altre ne avevano realizzati di più modesti, ma tutte erano ugualmente ansiose di indossarlo.

Quando anche i costumi furono pronti, giunse finalmente il momento della prima uscita che fu ad Udine, presso la sede dell'Enal: i danzerini camminavano davvero emozionati tra la gente che si fermava ad osservarli e il comm. Miani era molto orgoglioso del gruppo che era riuscito a fondare. In quel periodo cambiò anche la sede in cui il gruppo svolse le prove, ora nella sala sovrastante la latteria di Basiliano.

Da allora si susseguirono diversi spettacoli e, per alcuni anni, le domeniche dei mesi estivi erano praticamente tutte impegnate e i danzerini girarono il Friuli con il solo gruppo folcloristico oppure in compagnia del Coro Aquilèe. Quando il m°Sebastianutto lasciò la direzione del coro per dedicarsi alla lirica, il suo posto passò al m° Arduino Fabris: da allora la collaborazione tra danzerini e cantori si fece stretta al punto che le ragazze chiesero di abbandonare la divisa e di indossare il costume folcloristico.

Con il passare del tempo il comm. Miani cominciò a diradare le sue uscite a fianco del gruppo fino a che, a causa dell'età avanzata, dovette lasciare la sua guida a Piergiorgio Fabris; il gruppo continuò ad esibirsi girando il Friuli, il Veneto e anche la vicina Austria.
Alla primavera del 1976 risale infatti l'uscita a Vienna accompagnati dal Coro Aquilèe.

Proprio a quegli anni risale la scissione tra il Coro e il Gruppo Folcloristico “Danzerini Udinesi” che, ora presieduto dall'architetto Luciano Snidar, abbandonò anche la sede di Basiliano per trovare ospitalità definitivamente a Blessano, dove ancora oggi il gruppo ha sede, e poter continuare così l'attività sul territorio e non solo: nel 1977 l'uscita a Salisburgo e nel 1978 la leggendaria sfilata sotto la neve a Klagenfurt.
Allo stesso anno risale l'esibizione ad Isola Arborella, una piccola isola alle foci del Po; la serata fu memorabile poiché ad animarla ci fu Isi Benini, il noto giornalista Rai friulano che apprezzò molto l'esibizione dei Danzerini Udinesi.

Dopo pochi anni la guida del gruppo passò a Giovanni Zilli e, nel 1982, il gruppo effettua la sua prima uscita in aereo per recarsi a Londra assieme al cantante friulano Beppino Lodolo; i “Danzerini Udinesi” infatti erano stati chiamati a rappresentare il Friuli ad una mostra mondiale di vini, ospitati dal Fogolar Furlan di Londra.  Nel 1986 nasce, nella vicina Pasian di Prato, l'AGFF, l'Associazione dei Gruppi Folcloristici Friulani con l'intento di riunire appunto i maggiori sodalizi della regione Friuli Venezia Giulia alla quale i “Danzerini Udinesi” aderiscono da allora.

Il 1987 è stata, per il gruppo, una data importante poiché sancisce il suo ingresso all'interno di una associazione italiana, la FITP: Federazione Italiana delle Tradizioni Popolari della quale ha fatto parte per circa tre anni. All'anno successivo, il 1988, risale un ulteriore cambio di presidenza: sarà Massimo Nobile ad avere questo incarico che ha mantenuto fino al 2013.  Nello stesso anno i “Danzerini Udinesi” parteciparono al Festival del Folclore di Messina, Enna e Caltanissetta esibendosi anche all'interno del maestoso teatro greco di Taormina.

Alla fine degli anni '80 sorge, all'interno del gruppo, la volontà di effettuare delle ricerche approfondite sul costume friulano. Dagli archivi storico-fotografici del Castello di Udine, dal testo “Antichi Costumi Friulani” di Lea D'Orlandi e Gaetano Perusini, da un consulto con il cav. Vittorio Gritti in qualità di studioso e ricercatore di tradizioni antiche, oltre che da una attenta ricerca sui tessuti si è giunti alla realizzazione di un nuovo costume che dal 1992 i “Danzerini Udinesi” indossano. Questa ricerca ha coinvolto diversi componenti del gruppo che con impegno e passione vi si sono dedicati.

Gli anni '90 sono stati importanti poiché sancirono l'abbandono della FITP da parte del gruppo e l'ingresso nella grande famiglia dell'UFI, l'Unione Folclorica Italiana e anche perché furono anni ricchi di uscite vicine e lontane: al 1992 risale la trasferta a Tolosa, in Francia, ospitati dall'Ambasciata Italiana durante la quale i danzerini e i musicisti del gruppo indossarono per la prima volta e con orgoglio il nuovo costume.
Nel 1993 il gruppo ha partecipato al Festival Mondiale del Folclore di Lefkada, in Grecia; il 1996 è stato l'anno in cui si è recato ad un Festival in Polonia, a Thychy.

L'Unione Folclorica Italiana (UFI) nel 1997 organizzò il primo Ufifest a Reggio Calabria a cui i Danzerini Udinesi parteciparono ospitati dal gruppo folcloristico “La Ginestra” di San Salvatore di Cataforìo; l'anno successivo, la stessa manifestazione si svolse nella nostra regione e vi partecipammo nuovamente, come altri sodalizi friulani, ospitando il gruppo “Gergent” dalla città di Agrigento.
Nel 1999, infine, i danzerini sono stati in Sardegna, esibendosi in tutta la provincia di Oristano.

L'inizio degli anni 2000 coincide, per i Danzerini Udinesi, con la creazione e la nascita della manifestazione folcloristica “Danzando tra i popoli...”.
Quello che il gruppo vuole proporre al pubblico è un festival in cui gli spettatori possano osservare nei gruppi ospitati somiglianze o differenze nella lingua o nel dialetto parlati, nei costumi, nella musica o negli strumenti suonati, negli influssi culturali della zona geografica di appartenenza, nella condivisione di particolari momenti storici

Lo spettacolo folcloristico è stato arricchito, nel corso del tempo, con conferenze inerenti la tematica scelta e con l'offerta di un menù tipico dei paesi dei gruppi ospiti durante la manifestazione oltre a mantenere quello friulano. Tutto questo è stato realizzato grazie all'aiuto e al sostegno soprattutto della Pro Loco Pro Blessano e a quello altrettanto importante di molte persone singole o di associazioni che collaborano e credono a questo importante progetto.
Ogni anno Blessano si riempie di colori, voci, profumi, musiche diverse e, proprio per questo, uniche e irripetibili come i sorrisi e le lacrime di chi se ne va al termine della manifestazione stanco, ma felice per l'intensità delle giornate trascorse e delle emozioni vissute; lo stesso vale per chi rimane, con la soddisfazione di aver regalato un pezzo di mondo senza andare lontano.

Negli anni 2000 il gruppo ha continuato ad esibirsi sul territorio oltre che in Val Sesia, Piemonte nel 2004 e, nella stessa estate, in Calabria a San Demetrio Corone per il Festival della Canzone Arbresh.
Il 2005 ci ha visti impegnati in Valle D'Aosta per un festival organizzato proprio nella città di Aosta. Nel 2006 abbiamo partecipato al MIFF in Croazia, mentre nella primavera del 2007 abbiamo accompagnato la Pro Loco di Majano a Traversetolo, in Emilia Romagna per l'annuale gemellaggio tra le due località.
Nello stesso anno, durante il mese di giugno, si è svolta in Friuli Venezia Giulia un'altra edizione dell'Ufifest che ci ha visti protagonisti, assieme agli altri gruppi italiani e regionali, nella serata conclusiva della manifestazione in piazza Verdi a Trieste.

Il 22 luglio 2007 rimarrà una data da ricordare per il gruppo che, dovendosi esibire nei pressi di Lorenzago di Cadore, ha assistito alla celebrazione dell'Angelus recitato dall'allora Papa Benedetto XVI che, alla fine della preghiera, ha salutato e ringraziato per la partecipazione i Danzerini Udinesi.
Al 2009 risale l'uscita in Francia, a Flumet ospiti di un gruppo che in precedenza aveva partecipato al festival che annualmente organizziamo.
Nel 2013 in occasione dei 50 anni dalla fondazione il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si congratula con una lettera di benemerenza per l’importante traguardo raggiunto

Antonio Chiarandini diventerà presidente nel 2014 e durante i successivi 10 anni il gruppo si esibirà in diversi festival internazionali come ad esempio Kozje nel 2014 e 2017, Preddvor nel 2015, Kranj e Beltinci nel 2016; con orgoglio il sodalizio prende nel 2015 al Festival Alpe Adria che in quella edizione si è tenuto a Klagenfurt.
Dal 2009 i Danzerini Udinesi si impegnano per portare nelle scuole dell'infanzia e primarie del territorio la cultura e la lingua friulana, per trasmettere e mantenere vivo il folklore anche nelle nuove generazioni. Grazie a quest'opera di diffusione delle tradizioni popolari, nel 2014 viene formato il gruppo dei Piccoli Danzerini Udinesi che comprende bambini di tutte le età. I ragazzi seguono un percorso di propedeutica musicale con filastrocche, canti
e musiche tipiche friulane. Imparano anche a conoscere le storie, le leggende, i passatempi di una volta e i costumi tradizionali. Ogni settimana si impegnano nelle prove supportati costantemente dai grandi che seguono dei corsi di formazione per poterli accompagnare con un'adeguata preparazione in questo meraviglioso viaggio nel folklore che è l'anima della nostra terra.

Il loro esordio ufficiale risale al 2016, quando si sono esibiti per la prima volta durante il festival “Danzando tra i Popoli” a Blessano e successivamente in diverse manifestazioni sul territorio regionale. Attualmente il gruppo, che nel frattempo è affiliato anche ad AFGR, è costituito da circa una ventina di ragazzi dai 4 ai 14 anni, e nonostante la differenza di età il gruppo è coeso e i più grandi affiancano i più piccoli nelle prove e negli spettacoli.
Nel 2017 i Danzerini Udinesi hanno dato lustro al Friuli Venezia Giulia esibendosi, su invito dell’ERSA, all’interno dello stand regionale in occasione della manifestazione Artigiano in Fiera che si è tenuta nel polo fieristico di Milano Rho.
L’epidemia di Covid nel biennio 2020/2021 ha messo a dura prova il gruppo che è stato costretto a sospendere tutte le attività e di conseguenza gli incontri settimanali che hanno sempre ricoperto un ruolo di aggregazione per i suoi componenti.
In questi momenti di inquietudine e isolamento si è cercato di creare delle occasioni di incontro on line per tenersi in contatto almeno davanti ad uno schermo.
Solo alla fine del 2021, nel rispetto delle normative, danzerini e musicisti hanno potuto rivedersi nuovamente di persona, anche se non è stato subito possibile riprendere le attività con le modalità consuete.

Finalmente nel 2022 al termine dell’emergenza si è finalmente ripreso a danzare e da quel momento anche alcuni ragazzi più giovani, che nel frattempo avevano maturato oltre 8 anni di attività, sono diventati parte integrante dei Danzerini Udinesi, ballando con i più grandi;
In loro si può vedere una nuova generazione di Danzerini che sta crescendo, alla quale coloro che hanno maggiore esperienza hanno trasmesso tutta la propria passione e che in futuro permetterà di mantenere vivo il folklore e le tradizioni della nostra terra.

Nel 2023, 10 anni dopo la prima esperienza, il Gruppo si reca in Belgio a Flemalle, comune gemellato con Basiliano, per festeggiare i 60 anni dalla fondazione dei Danzerini Udinesi assieme ai soci del Fogolar Furlan di Liegi.
Nel 2024 assume la carica di presidente Jessica Carver e il gruppo riprende a viaggiare sul territorio nazionale recandosi in Toscana e nel 2025 nelle Marche, ospiti di Gruppi folcloristici che hanno partecipato al nostro festival “Danzando tra i Popoli…”

La storia del Gruppo Folcloristico “DanzeriniUdinesi” è stata ricostruita, non essendoci alcun documento scritto, basandosi sulla memoria storica di persone che tutt'ora fanno o che hanno fatto parte del gruppo in un passato più o meno recente.

Le danze

La danza popolare rappresenta e riproduce eventi e sentimenti di una comunità. Nel folclore di un popolo, inteso come tradizione e civiltà popolare, è cristallizzata, ma non immobile, la sua memoria storica e la conseguente visione della vita.La danza è un linguaggio non orale, quindi comprensibile da tutti; di solito è accompagnata dalla musica. Si danza per esprimere emozioni: l'allegria per il ritorno della bella stagione, il corteggiamento, l'amore, la gioia di essere giovani, forti e pieni di vita. Si danza anche per riprodurre od accompagnare eventi: i matrimoni, il carnevale, il raccolto, la vendemmia, la festa del patrono del paese.

La Furlane
Danza tra le più emblematiche della nostra regione, della quale ne porta il nome. Da documenti risalenti al 1574 e da altri successivi emerge che era una danza molto diffusa in Friuli e conosciuta anche nel resto d'Italia; si tratta di un ballo di corteggiamento amoroso.

La Vinca
Una danza ritmata, allegra e vivace durante la quale i ballerini si dispongono in cerchio è la Vinca. Le coppie scherzano tra loro con gesti a volte di affetto, altri di avvertimento, ma sempre in modo giocoso.

La More
Tipico e molto diffuso tra gli uomini della nostra regione era il gioco della morra. Era un passatempo comune per quelli che si recavano in osteria. Quando giocano a morra gli uomini si infervorano a tal punto che perdono la nozione del tempo e spesso si dimenticano delle mogli che, invano, li attendono a casa...la reazione delle signore non si fa attendere, per cui arrivano e fanno sentire le loro ragioni. Il ballo prosegue con il tentativo degli uomini di farsi perdonare e, al termine, come si conviene in ogni storia, pace sarà fatta e l'amore trionferà.

La Sisile
La Sisile è il nome di un ballo in cerchio ritmato e vivace. In friulano “sisile” significa proprio rondine.

La Pine
Un ballo di corteggiamento è quello de la Pine: Toni e Pine si divertono in schermaglie amorose lontano dagli occhi dei genitori.

La Torototèle
Il nome di questa danza ha origini molto antiche: i “torototèi” erano musicisti e cantastorie girovaghi che si fermavano nelle piazze dell'Italia settentrionale per raccontare, cantando accompagnati da un rudimentale strumento a corda chiamato “torototèla”, le loro avventure e diffondere notizie acquisite durante il loro peregrinare. Si tratta di un altro ballo legato al corteggiamento amoroso: i ballerini si rincorrono prima con gesti aggraziati e con l'offerta di un fiore, poi volteggiano festosamente assieme.

Il Ciclamin
I ciclamini sono fiori che sbocciano spontaneamente in estate nei boschi di montagna; a questi è dedicato il ballo del Ciclamin, caratterizzato da un motivo musicale breve e ripetuto.

Quadriglia
Tipico ballo ottocentesco, la Quadriglia, ballata da quattro coppie di danzerini come si può dedurre dallo stesso nome. Ha un ritmo sostenuto e vivace.

Il Cjapiel
Un ballo scherzoso danzato solo da 4 uomini che, a ritmo di musica, si scambiano il cappello che hanno in testa.

La Roseane
Si tratta di una danza in cerchio, molto antica, forse di origine rituale poiché si ballava attorno a falò o fuoco epifanico, durante il quale si leggeva la direzione del fumo per conoscere cosa avrebbe riservato il nuovo anno.

Il Valsovien
Questa danza trova testimonianze nel Katechismus der Tanzkum, un manuale di ballo risalente al 1887 che si trova nella biblioteca di Gorizia. É un ballo dalle movenze particolarmente aggraziate che ci fa pensare ad una testimonianza della dominazione veneziana o delle corti della Mitteleuropa.

La Stajare
La provenienza dalla Stiria è testimoniata dalla parola stessa ed è sicuramente stata portata dagli emigranti friulani. Si ballava in occasione dei matrimoni come è provato dalla presenza della coppia centrale che festeggia l'avvenimento in mezzo agli amici disposti a semicerchio dietro a loro.

I costumi

I modelli di questi costumi si possono far risalire all'inizio del 1800.  Il costume delle danzerine si rifà agli abiti femminili indossati a Poffabro, nella zona di Maniago.  È composto da un'ampia gonna formata da 11 teli di lana di colore rosso cupo arricciata in vita e lunga fino a metà polpaccio. La parte bassa della gonna è, al suo interno, rivestita da una fascia in cotone: questa parte, chiamata “pidane” , era solita rovinarsi in fretta per il fatto che su di essa urtavano le calzature quando si camminava, consumandone in breve tempo la stoffa. Questo rinforzo poteva essere all'occorrenza sostituito, garantendo una vita più lunga alla gonna.

Il corpetto, dello stesso tessuto e colore della gonna, è ampiamente scollato, senza maniche, con lacci sul davanti.
Le donne indossano anche, com'era d'uso, un fazzoletto sulle spalle dai colori vivaci e un grembiule, in cotone se indossato “di disdevore” o in seta, più pregiato, “di fieste”. Grande attenzione è dedicata alla biancheria, costituita dalla camicia di cotone bianco, dalla sottogonna e dai mutandoni lunghi fin sotto al ginocchio. Tutti questi capi sono rifiniti ai bordi da una semplice passamaneria.  Le calze sono in cotone bianco e vengono ancora realizzate a mano con una lavorazione a rombi. Le danzerine indossano, come ornamento, una collana di granati appena visibile dalla scollatura della camicia.
Completa il costume un ampio scialle nero rettangolare di lana con lunghe frange disposte su tre lati, realizzato a telaio.

Il costume maschile si rifà agli abiti indossati nella zona di Cividale.  È composto da pantaloni in velluto a coste color verde cupo, di fattura ampia, con una fascia alta in vita da poter regolare a seconda delle esigenze tramite una fibbia, stretti con dei lacci appena sotto al ginocchio e da un gilet monopetto con bavero realizzato in tessuto pesante, chiuso sul davanti con dei bottoni di metallo.

Sotto al gilet i danzerini indossano una camicia di lino bianco dalle ampie maniche lunghe mentre il collo della camicia è quello tradizionale, a “fassete”.
Anche gli uomini portano il fazzoletto da collo, in lana pettinata dai colori sobri, le calze in cotone bianco, anch'esse realizzate a mano, con una lavorazione un po' meno traforata rispetto a quella del modello femminile.

In testa portano un cappello in panno nero a tesa larga. Il costume è completato da una mantella di pesante panno nero, lunga fin sotto al ginocchio e chiusa al collo oppure da una giacca, anch’essa di panno nero, a doppiopetto, allacciata sul davanti con 6 bottoni in metallo e con il colletto a "fassete", come la camicia. Le maniche della giacca hanno il bordo sagomato aperto e sono chiuse anch'esse con un bottone. Ai piedi tutti i danzerini calzano i tradizionali “scarpets” in velluto nero, ricamati a fiorellini quelli femminili, lineari quelli maschili.
 

Il repertorio

Danze: Armoniche e liron - Il Ciclamino - Il Ballo del Cappello - Furlane di Bidas - Furlane Nestre - Ingresso - Allegrie - Lavandere - La More - La Pine - Quadriglia - Roseane - Sclave de Tor - Sfilata - La Sisile - Stajare di Gorizie - Stajare nestre - Torototele - Valsovien - La Vinca. Brani: Il Ciclamino - Furlane nestre - La ligrie - La More - La Pine - Quadriglia - Roseane - Sfilata - La Sisile - Stajare Nestre - Torototele - Valsovien - La Vinca - Aquilee - In Che Sere -Serenade - Friul - Il Most de Verzegnas - Stelutis Alpinis - Ce Biele Lune - Paveute - Suspir da l'anime - Gotis di Rosade

Festival e eventi